Barbaresco - Tenuta Cà Grossa

La Tenuta Cà Grossa, da cui nasce l'omonimo Cru (Menzione Geografica Aggiuntiva), è già presente sui mappali del XVIII secolo,
conservati presso l'Archivio di Stato di Torino e rappresenta, pertanto,
una parte storica del territorio di Barbaresco. Essa deve il proprio
nome al fatto di essere il più grande appezzamento di terreno in
corpo unico di tutto il comprensorio di Barbaresco.
Dove ora sorge la Tenuta, prima vi era un bosco chiamato dai Romani
Silva Barbarica, da cui il nome di Barbaresco.
Tra i meravigliosi vigneti che circondano il podere, che è ubicato sul
lato est della rinomata valle degli Asili, vi è la vigna denominata
San Michele Alto.

casa barbaresco
La splendida vigna fu piantata nel 1978 da Michele Costa, vero pioniere dell'agricoltura e nonno dell'amico Michele Savasta Fiore, con cui abbiamo iniziato questo progetto. Con l'uva coltivata e prodotta da questa vigna, l'enologo Davide Benaglia ha realizzato quest'anno il vino atto a diventare Barbaresco D.O.C.G. Cà Grossa 2022.
Nella Cantina Storica, in cui sono stati rinvenuti mattoni di fattura romana, il futuro Barbaresco riposerà ora in botti di rovere per lungo tempo.
Aprile 2014 003

Da quest'anno anche nella vigna di Barbaresco inizieremo un
percorso verso una viticoltura sostenibile, attraverso la realizzazione
di tutti e quattro i punti cardine:
1. Agricoltura rigenerativa: non utilizzo di diserbanti e concimi chimici,
ma concimazione con sostanze organiche.
2. Aumento della biodiversità: posizionamento di nidi per
passeriformi.
3. Difesa integrata: includere nella difesa convenzionale dei principi di
lotta biologica
4. Utilizzo di strumenti digitali: D.S.S. cioè un supporto decisionale
digitale e nello specifico EMAT, modello Previsionale per i residui.

portico
pergolato
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